METODO SCARAMUZZA

Il virtuoso pianista Vincenzo Scaramuzza (1885 – 1968 ) creò un sistema di apprendimento razionale del pianoforte che nulla aveva a che spartire con la mera esecuzione di esercizi sul meccanismo.


Il sistema didattico nasce dall'intuizione che il movimento della mano, delle dita e del braccio formino un insieme di leve che assecondano o resistono alla gravità.
Scaramuzza identificò cinque tocchi principali: tocco di brac-cio, di avambraccio, di polso, articolazione e scatto del dito. Questi vengono applicati direttamente al repertorio poiché secondo Scaramuzza, la tecnica non deve essere fine a se stessa, bensì a servizio dell'interpretazione.


L'unico esercizio di meccanica che scrisse fu una sequenza numerica di diteggiature detta "La tavola" per lavorare esclusivamente sulla rilassatezza, la resistenza e l’indipen-denza muscolare di ogni singolo dito.
Una delle sue ultime allieve, M.R. Oubina De Castro mise per iscritto una sintesi del suo metodo attraverso gli appunti delle lezioni "Ensenanzas de un gran maestro: Vicente Scaramuzza", del 1973.

Negli anni ’80, Claudia Mattiotto e Guido Scano hanno partecipato al corso specialistico sulla tecnica Scaramuzza presso l’École Internationale de Piano di Losanna col Maestro Fausto Zadra.

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